Oggi, 10 Aprile

Feb 18

Carabiniere "tradito" dal tatuaggio -

Identificato grazie ad un taguaggio. Basterebbe, senza bisogno di ricorrere a foto ed a ricerche di particolari nascosti, sapere chi c’è sotto la divisa. Non è neanche difficile da applicare, basta un numero.

Diciamo che aiuterebbe, no? Eviteremmo. tutte le volte, di interrogarli tutti per sapere qual’è la pecora nera..

11 a.m.

Cominciare, dopo averne evitate tante, una serie come “the hour” mentre si gioca al giornalismo non è stata una grande idea. Già perdo aderenza col terreno da solo, figuriamoci così.

Feb 14

Fabrizio D.A.

Anni fa suonavo in un gruppo, una specie di cover band, avevamo qualche pezzo nostro ma facevamo praticamente solo canzoni d’altri. Questo punto di forza del gruppo è stato anche il punto che l’ha chiuso, in un percorso che non c’ha visto ne primi ne ultimi. Non ricordo bene che cover facessimo di De André ne se me ne ricordi solo perché in quel periodo stavo imparando a suonare la chitarra e lo provavo spesso ma De André è uno dei nomi che lego a quell’esperienza. 

Saranno trascorsi tre anni, poi, in cui non l’ho praticamente più risentito. Forse ogni tanto uscire da qualche radio o dal computer di qualcuno in una casa non mia ma niente che mi abbia scosso o ricordato qualcosa. Ieri, mentre stavo in salotto ad imparare, ancora, come suonare una chitarra, m’è venuto in mente che avevo un coinquilino genovese, col quale stavo suonando, e in camera un libro di accordi di De André. 

"Ma sei uno di quei genovesi che di De André le sa praticamente tutte?"

Si, è uno di quei genovesi. Abbiamo abbozzato qualche canzone ma ho mollato presto per la stanchezza, ho deciso che sarei andato a letto. A letto dove ho perso almeno un’oretta ad ascoltare canzoni che non ascoltavo da una vita. Oggi non ho praticamente canticchiato altro. E stasera l’abbiamo strimpellato per un paio d’ore. Non so perché mi sono dimenticato per qualche anno di De André.

http://www.youtube.com/watch?v=nuSkcLY0YQg

Feb 12

Classifica 2014 libertà di stampa nel mondo -

Riesce l’Italia a risalire la china della classifica di rsf, reporters without borders, e a posizionarsi fra i paesi con una situazione “abbastanza buona” per quanto riguarda la libertà di stampa.

Alla posizione 49, fra Haiti, la Nigeria, Taiwan e Malta, a 35 posizioni dalla Germania ma comunque in posizione nettamente migliore rispetto agli ultimi anni. Rsf accerta una probabile uscita da una spirale negativa che ci ha visto protagonisti nell’ultimo decennio.

Ma è davvero migliorata la libertà di stampa? E’ migliorata a discapito della qualità? Casi come quello di Snowden, da noi, come sarebbero stati affrontati? Mi viene in mente lo scandalo kazako che ha visto Alfano protagonista in negativo e il notevole spazio che ha avuto sugli organi di stampa, forse solo perché al tempo ancora fedele vice di Berlusconi ma, di fronte a questo, tanti altri hanno avuto relativamente il giusto peso. La vicenda del Monte dei Paschi di Siena, per esempio? Lo scarso peso che ottengono le vicende giudiziarie con al centro poliziotti colpevoli?

Il 49esimo posto forse è quello giusto, stiamo meglio di qualche anno ma solo perché qualche anno fa eravamo praticamente nel baratro. E’ una salita dura, dura e lunga.

Gen 29

Giocare al giornalismo #1

Potrebbe anche essere divertente questa serie. Una serie dove lascio alcuni degli aneddoti che mi stanno capitando mentre, forse, imparo qualcosa di questo mestiere seguendo un giornalista giorno e notte.

Un po’ come una volta faceva il garzone di bottega, il “ragazzo, “chiama il ragazzo, ci pensa lui”, l’apprendista. Certo, i garzoni me li sono sempre immaginati molto giovani e fra non poco i tocco i trenta e di questo, oltre che alla società che ci rallenta e all’istruzione che male ci prepara, mi darò la colpa prima o poi.

Sarebbe bello farlo, si, e mi piacerebbe leggere in giro qualcosa del genere per capirne qualcosa, magari non scritta da me. Qualcuno l’avrà già fatto, se sopravvivo alla giornata stasera cerco. Perché quest’avventura, perché questo è, un avvenimento inaspettato e fuori dal comune, non è cominciato oggi. Ma oggi mi ha fatto svegliare alle 7, cosa che non succedeva da anni, perché c’è da andare a fare un’intervista. Ne abbiamo fatte altre ma di solito si parte alle 15. Oggi no, oggi in una casa di dodici sono il primo ad alzarmi.

Il problema, forse, che non fa molto giornalista, è che come al solito sono stato l’ultimo ad addormentarmi.

Gen 28

Senza Corde

Parliamo di musica suonata. Di musica suonata da me, da solo, quando sono in camera e potrei fare altro ma preferisco buttare così il mio tempo, con una chitarra sulle gambe.

E come, di solito, sentendo una canzone decido prima di tutto di provare a suonarci sopra per trovare gli accordi. Dopo 10 minuti di tentativi andati a vuoto apro google e controllo se qualcuno c’ha già pensato e ha anche deciso di condividere quel che ha trovato.

Questo modo di fare, tranne qualche raro periodo in cui provo a studiare qualcosa di teoria più seriamente, va avanti da 4 anni circa, forse 5.
Perché quando suono “sul serio”, con un po’ di testa, pensando a cosa potrei farci con quel che esce, solitamente ho un sassofono fra le mani. La chitarra è sempre stato lo strumento da imparare prima o poi, da saper suonare per strimpellare con qualcuno, da usare per canticchiare qualcosa quando nessuno mi sente. E non ho mai avuto una chitarra mia. Da quando ho cominciato a suonarla mi ero appropriato del regalo di diciottesimo di mia sorella, una yamaha tutta nera, acustica, con la quale ho imparato quel poco che so e mi sono divertito tantissimo. Tanto lei non la suonava mai.

Nel frattempo mi sono passate per le mani un mucchio di chitarre diverse, acustiche, classiche, senza qualche corda, elettriche da suonare senza ampli di notte per non dare noia a nessuno e, per questi vari passaggi, non me ne sono mai comprata una perché non ho mai avuto qualche soldo da parte per spenderlo in chitarra.

Tre mesi fa, tra l’altro, mi viene prestata una dodici corde da un amico che si spostava verso Roma. Quella era una vita che volevo provarla.

Ecco, due giorni fa l’amico torna e si riprende la sua, giustamente, dato che sta tornando da queste parti.
Stamattina mia sorella entra in camera dopo aver deciso che era il momento di riprendere a suonare la chitarra e si porta via la sua.
Così, di colpo, in questo Gennaio 2014, mi ritrovo senza chitarra per la prima volta da quando ho imparato a suonarla. Potrei decidere di mettere da parte qualche soldo, anche se non so bene come, comprarmene una a breve e, nel frattempo, suonare quella senza una corda che sta in salotto. Potrei, finalmente, decidere di comprare una “chitarra mia”.

O forse potrei cogliere la palla al balzo, decidere che non suonerò più la chitarra per un certo periodo e nel frattempo studiare tutta la musica che mi manca e mi sfugge col sax, per imparare a suonare bene almeno quello.
Farò così. Spinto da una cronica mancanza di fondi e una violenta voglia di saper suonare. Saper suonare. Che poi, quando sarà che si sa suonare?

Gen 25

Non è la Norma

E’ Sabato e, normalmente, Sabato è uno dei giorni in cui vado a pranzo dai miei. Mia mamma è da sempre legate alle tipiche tradizioni familiari che vogliono tutti i membri riuniti intorno ad un tavolo per i giorni di festa. Sabato non è una festa comandata ma è un giorno in cui i miei non lavorano quindi, automaticamente, diventa un giorno “rosso”, un giorno di festa.

Di solito scelgo se andarci il Sabato o la Domenica, difficilmente ci vado tutti e due i giorni. A casa loro non sto male ma due pranzi di fila li affronto sempre poco volentieri.

Oggi era uno di quei pranzi che sarebbe stato meglio non saltare. C’erano un paio di parenti, di quelli alla lontanissima, lei è la bis cugina di mia mamma. Li conosciamo da anni, d’abitudine le due famiglie si vedono un paio di volte e l’anno e tradizione vuole che si faccia il capodanno o da loro, a Perugia, o qui, a Pisa. Sono una coppia abbastanza simpatica anche se questi anni di crisi economica li hanno toccati abbastanza da vicino, facendo perdere il lavoro a lui e consegnandoceli un po’ più abbattuti di qualche anno fa. Niente di male comunque, il pranzo scorre leggero e senza troppi intoppi come dovrebbe andare fra chi si vede da una vita ma è, fondamentalmente, un “quasi estraneo”.

A fine pranzo, non ricordo in che maniera, viene fuori un episodio di quando ero piccolo, primi anni 90, in cui non c’erano ancora i cellulari e mia mamma, da una cabina, chiamò una sua amica, Norma, chiedendole se poteva venirci a prendere, me e mia sorella, dalle suore che lei era bloccata nel traffico di Firenze. Niente di più facile, Norma venne, mangiammo insieme a lei e suo figlio, lui mi regalò anche un mitra che faceva rumore e cominciava a brillare di rosso quando ci sparavo. Non l’ho più vista per quanto mi ricordi ancora di quell’episodio, forse perché è stato uno dei pochi incontri con estranei alla famiglia della mia infanzia.

Norma, ho sentito oggi, non era solo un’amica di mia mamma. Era una loro collega di lavoro, dipendente dell’azienda aperta da mio padre molti anni fa. Lavorava con lui da prima che mia madre venisse assunta e che i miei si conoscessero. Norma, divorziata e lasciata da un marito che la picchiava, ho sentito oggi, smise d’andare a lavoro ad un certo punto, e quando si presentava era in condizioni pessime. Per quanto avesse più volte provato a parlarci, ha detto mamma riferendosi a babbo, fu costretto a licenziarla. Oggi, ha detto lui con gli occhi gonfi, si sarebbe comportato in maniera diversa.

Non so come sarebbe andata, Norma, ma grazie mille, per la cena, per il fucile che tuo figlio mi regalò, per i 10 secondi di oggi. 

Gen 15

Ossessione

Probabilmente l’unica cosa che vorrebbe la lega è portarsela a letto. Non c’è altra risposta a quest’ossessione.

http://www.lapadania.net/articoli/la_clandestinitagrave_resti_reatobasta_con_la_negritudine_della_kyenge12217.php

Gen 13

Sharon

Io sarò anche ignorante e non al corrente di tutti i fatti ma cercare di riabilitare Sharon e di consegnarlo alla storia come quello che “avrebbe fatto la pace fra israeliani e palestinesi” mi sembra una cazzata pazzesca.

Dic 26

Utopia. (Non è un messaggio intriso di speranza, è un’altra serie tv)

Non sono un gran fan delle serie tv. Tranne prison break, qualche anno fa, niente mi ha preso un granché ultimamente.

Per un patto strano non posso proseguire da solo in Breacking Bad e, probabilmente a giudicare dal suo successo, è questo che m’impedisce d’innamorarmene.

Da non troppo è uscita Utopia. Ho visto la prima puntata principalmente per come è montata e colorata. 

Potrei anche dare un’occhiata a Orange is The New Black, storia di un gruppo di detenute in un carcere “particolare”, una specie di “purgatorio” dove espiare le proprie colpe con regole non del tutto terrene.

Lo so di già, non le finirò. Guardo le prime due o tre puntate poi sono assalito dai sensi di colpa, penso che dovrei leggere o scrivere o migliorare graficamente, e smetto. Per non fare niente o quasi di quel che dovrei.