Oggi, 10 Aprile

Maggio 14

“Il problema lo sai. E’ sempre quello.”

“…”

“Il problema è che questo è un posto per numeri uno. Numeri uno nel cinema, numeri uno al lavoro, numeri uno a casa. C’è il numero uno dei camerieri, quello dei vigili, il giocatore numero uno, quello che è proprio un numero uno, il capo, l’amico, l’amante, la vicina. Abbiamo anche il cazzaro numero uno, l’infame, lo stronzo. Ci sono numeri uno da tutte le parti. Son tutti numeri uno”

“Eh.. “

“Beh, la fortuna… è che a noi ce frega un cazzo d’esse numeri uno. C’altaleniamo, con du bracciate, un po’ più giù. Ma si, famoli passà quelli che hanno fretta.”

“Del resto, se hanno fretta, un motivo ce l’avranno”

Maggio 13

E’ faticosissimo starsi dietro. Alle volte è proprio inutile provarci. Stanca dare un senso a tutto quel che passa per la testa. E non dargli un senso è altrettanto faticoso, se non di più. O, più probabilmente, non ho ancora capito come si fa. 

E’ utile aver dato nomi ai giorni, aver diviso il tempo. Aiuta ad organizzarsi. Ed organizzarsi aiuta. Evidentemente.

Maggio 06

Bene comunismo?

Se chiamassimo questa spinta dal basso, questo sentimento per una volta presente sia a nord che a sud, questo movimento che si sta affermando, con tutti i suoi satelliti, ancora poco definititi ed ancor meno collocati, riguardo al “bene comune”, ideologia, dove la collocheremmo?

Fino a poco tempo fa, probabilmente, fuori dal parlamento, incollocabile nel frastagliato universo delle realtà indipendenti, fra estremismi d’ogni tipo, ribellioni, antagonismi e socialità.

E ora, che da molte parti s’affaccia ai cortili istituzionali, forte d’uno slancio popolare coltivato negli anni, radicato perché frutto di piccole azioni, spinto da gesti ed eventi che hanno lasciato il segno, non tutte le volte certo, col fine unico di portare beneficio nei luoghi più prossimi ai suoi attori, ed è stato questo il suo punto forte, che succederà?

I movimenti sociali che miravano alla liberazione degli spazi ed alla loro riconsegna alla città, come si compoteranno senza i cervelli che li hanno condotti negli ultimi anni, impegnati ora alla ricerca d’un riconoscimento istituzionale, passati dallo sfruttare le regole della politca dell’ancien régime come pilastro, non unico, dei loro attacchi ad essere attori primi che da quei copioni, volenti o nolenti, pescano le loro battute, come evolveranno?

E tutto questo coinfluirà unitariamente in un soggetto che dia forza e spazio ad un elettorato di sinistra da anni abbandonato a se stesso? O, come spesso accade, frastagliato e diviso in troppe entità, svanirà lasciando alle sue spalle solo il ricordo di quel che sarebbe potuto essere?

E così, d’un tratto, ad un certo punto, qualcuno in un articolo scriverà “non si parla più di comunismo, è un concetto superato, al limite ci troviamo di fronte ad una sorta di “bene comunismo”, e sarà il battesimo, come spesso accade, non fondamentale per la sua crescita ed il suo progresso ma necessario per la sua introduzione pubblica.

Maggio 01

Cronache di buon giornalismo #1

Commentare ha poco senso. Dai risalto ad una notizia che si basa sulle dichiarazioni di Teresa Versace ed associ l’attentatore a Grillo.

Poi, ovviamente, dici che questo collegamento non va fatto nelle prime righe dell’articolo. Ma intanto l’hai fatto.

Complimenti!

1.05

Feriamo due carabinieri che se ne parlerà per 22 ore al giorno tutti i giorni finché non troveremo un’altra notizia del genere da osannare ed idolatrare per giorni e giorni. E giù d’interviste, di talkshow, d’interventi d’autorevoli e di dichiarazioni d’appartenenza.

Nel frattempo ritroviamo, dopo 12 anni, un pezzo del carrello d’un aereo che s’è schiantato su due torri. A 100 metri da uno dei luoghi più visitati della storia dove, ovviamente, nessuno l’aveva mai visto ne cercato. Oltretutto con una corda intorno che poi forse, boh, chissà.

Due bombe a Boston e 2 tipi che, ovviamente, volevano far saltare in aria l’intero pianeta con le loro pentole a pressione. 

Un governo incredibile, di “larghissime intese”, che è riuscito a ripescare dalla polvere incompetenti razzisti, mafiosi e pregiudicati che, ovviamente, è stato costretto a convergere su questa soluzione dalla drammatica situazione nella quale si trova lo stato che loro, ovviamente, mica hanno amministrato negli ultimi quindici, forse vent’anni.

E poi è il primo maggio. Io farei festa oggi, domani e pure domani l’altro. Ed andrei avanti a fare festa per un po’. Ovviamente.

Mar 17

Case di canapa


Da greenbiz:

43,2 tonnellate di anidride carbonica. È questo il “bilancio ambientale” pubblicato da Equilibrium relativo alla CO2 risparmiata nel 2012 grazie alle abitazioni costruite o ristrutturate con Biomattone e Natural Beton in canapa e calce.

Come è stato possibile raggiungere un simile risultato? Semplice, proprio grazie alla canapa, la pianta che in natura produce più biomassa e ha un processo di produzione a ridottissimo impatto ambientale. Lo dimostra bene questa azienda lombarda, da sempre impegnata nella realizzazione di edifici ad alta efficienza energetica, biocompatibili e a emissioni zero, che nel solo 2012 ha utilizzato oltre 1.000 metri cubi di canapa, pari a 150.000 metri quadri coltivati, per la costruzione e la ristrutturazione di abitazioni.

Ecco perché, considerando che la pianta cresce fino a 6 metri in soli 4 mesi, che un metro cubo di Biomattone sequestra 18 kg di CO2 e che un metro cubo di Natural Beton ne imprigiona oltre 60, si è potuti giungere alla conclusione che l’anno scorso sono state sequestrate negli involucri degli edifici 43,2 tonnellate di anidride carbonica. “Utilizziamo il termine ‘sequestrare’ per dare un’idea concreta di quanto la Natura ci fornisca tutti gli strumenti per rigenerarla”, spiega Paolo Ronchetti, General Manager di Equilibrium, azienda olistica che sarà tra i protagonisti di Fa’ la cosa giusta, dal 15 al 17 Marzo a FieraMilanoCity, presso lo stand AG 10 della sezione Abitare Green nel Padiglione 4.

“Costruire case in cemento e materiali sintetici significa emettere CO2 lungo l’intera filiera produttiva, mentre costruirle con canapa e calce permette di realizzare edifici utilizzando materiali naturali, evitandone l’emissione – continua Ronchetti-. Una delle più interessanti caratteristiche della canapa è quella di avere un ciclo vitale così prolifico da essere la pianta che produce più biomassa al mondo; utilizzarla come materiale da costruzione, quindi, significa che la tanta anidride carbonica assorbita durante la sua vita non venga più dispersa nell’ambiente. Quindi sequestrata nei muri, nei tetti e nei sottofondi”.

Se a tutto questo aggiungiamo che gli edifici costruiti in Biomattone e Natural Beton permettono diridurre i consumi, quindi le emissioni, e che il processo di produzione è esclusivamente meccanico, quindi a zero impatto ambientale, per il General Manager si può tranquillamente affermare “che se tutte le abitazioni fossero costruite in questo modo non dovremmo preoccuparci del problema della CO2 nel settore edile, che oggi incide per il 30% delle emissioni”.

Mar 14

Italia India -

Abbastanza semplicemente possiamo provare ad immaginarci il contrario.

Due militari indiani che ammazzano due pescatori italiani.

Saremmo sereni, dopo un trattato firmato dal loro ambasciatore che assicura che torneranno dopo la Pasqua, nel momento in cui veniamo a sapere dal governo indiano che non torneranno?

Vanno giudicati là. Nel frattempo, seguendo l’iter possibile, si può chiedere al tribunale internazionale di spostare il processo in Italia o, al limite, di far scontare la pena qua invece che in India.

Liberarli con uno sotterfugio del genere non è ammissibile. Far si che tutti i trattati India-Italia vengano rivisti dagli indiani è rischioso, dato il notevole scambio commerciale fra i due paesi, ed inoltre mette a repentaglio tutti gli italiani che ogni anno decidono di passare parte del loro tempo in India. 

Aspettiamo il nuovo parlamento, non si sa mai.

Mar 07

exceptdissent:


The United States DHS has declared that areas 100 miles in from the US border are zones in which the 4th Amendment does not apply. 
Major cities like New York City, Los Angeles, Philadelphia, and even Houston have been declared by the Department of Homeland Security to be within the official 100 mile ‘border’ of the United States, subjecting 197 million citizens to electronic belonging searches without any suspicion.

what.

Is this democracy?

exceptdissent:

The United States DHS has declared that areas 100 miles in from the US border are zones in which the 4th Amendment does not apply.

Major cities like New York City, Los Angeles, Philadelphia, and even Houston have been declared by the Department of Homeland Security to be within the official 100 mile ‘border’ of the United States, subjecting 197 million citizens to electronic belonging searches without any suspicion.

what.

Is this democracy?

(Fonte: datcrackacaw, via loveyourchaos)

Mar 04

Cicliamo

Stamani sul fatto quotidiano è uscito questo articolo sul boom dei ciclisti a Roma. Leggendolo mi sono ricordato d’aver letto qualcosa di simile ma su scala nazionale qualche mese fa.

Riporto da ecoblog.it

“Sembra una notizia incredibile, eppure nel 2011 sono state vendute più biciclette che automobili. Infatti a fronte delle 1.748.143 auto immatricolate sono state vendute 1.750.000 biciclette: ovvero 2000 pezzi in più a cui andrebbero aggiunte le oltre 200mila bici recuperate grazie agli interventi di ciclisti meccanici che con 150-200 euro hanno rimesso in sesto le due ruote recuperate in soffitta o in cantina in uno dei 2700 centri specializzati.

Il sorpasso è storico, l’ultima volta accadde nel 1964, e mette a fuoco il deciso cambio nello stile di vita degli italiani che hanno sempre meno soldi da investire nell’acquisto, ovviamente a rate, di un’auto nuova.

Il dato viene presentato in occasione dell’imminente evento Stati Generali della Bicicletta e della Mobilità Nuova voluto dal Comune di Reggio Emilia, Anci, #Salvaiciclisti, Fiab e Legambiente che si tiene a Reggio Emilia dal 5 al 7 ottobre e scelta perché grazie ai suoi 180 Km di piste ciclabili è la città più ciclabile d’Italia.

La bici inizia a piacere agli italiani e spiega questo successo Pietro Nigrelli direttore di Confindustria Ancma che piange per la recessione che sta colpendo, invece, le due ruote a motore:

Il segreto del successo sta nel fatto che la bici è easy, facile da usare, costa poco, è maneggevole, comoda, oggi anche hi-tech nelle versioni ibride ed elettriche. Su un tratto di 5 km batte qualsiasi altro mezzo.

A determinare il sorpasso della bici anche diversi fattori, quali l’aumento dei carburanti e sopratutto delle aree destinate a sosta e parcheggio e la massiccia chiusura al traffico dei centri storici di molte città. Dunque anche per il turismo ci si avvia verso la scelta delle due ruote e verso costi certamente più sostenibili integrando la vacanza sui pedali all’uso del treno. E per una volta sembra che gli italiani siano davvero molto più avanti di chi li governa.”



Non vedo assolutamente niente di male nell’aumento delle vendite di biciclette, anzi. Meno smog, meno traffico, meno stress. Non condivido però le conclusioni dell’articolo. Gli italiani sono davvero più avanti di chi li governa? Non mi pare, a giudicare dall’ultima tornata elettorale. Al limite, per quanto sembra poter togliere smalto ad un’azione così nobile e ambientalista come lo spostarsi in bicicletta, gli italiani hanno sempre meno soldi. Non c’è un altro motivo fondamentale dietro quest’impennata di nuovi ciclisti. E’ sicuramente tornata più di moda rispetto a qualche anno fa, l’invasione delle biciclette “a scatto fisso” ne è una prova. Ma il motivo scatenante che porta l’impiegato medio a prendere la bici non è la voglia d’essere alla moda. E’ il pensiero al costo del carburante.

Mar 01

Onorevoli liquidazioni d’oro

Da La Stampa, articolo di Francesca Schianchi

Poco più di 41mila euro come minimo: per chi, come la deputata democratica Paola Concia, paladina dei diritti gay, torna a casa dopo solo una legislatura. Ma c’è anche chi, come il presidente della Camera Gianfranco Fini, con i suoi trent’anni di Parlamento ha diritto a circa 250 mila euro.  

Se chi ha deciso di non ricandidarsi o chi, come improvvidamente è scappato detto in un tweet poi cancellato dall’account della presidenza del Consiglio, è stato «trombato» dal voto, dovrà dire addio a stucchi e velluti di Montecitorio e Palazzo Madama, è pur vero che una consolazione se la vedrà accreditare sul conto corrente. Si chiama assegno di fine mandato, o di «solidarietà»: praticamente la liquidazione, che spetta agli ex parlamentari. Un gruzzoletto che consiste nell’80% dell’indennità lorda (10.435 euro alla Camera; 10.385,31 al Senato) moltiplicato per gli anni di mandato effettivi, o frazione superiore ai sei mesi. È vero, come si affrettano a ricordare dai Palazzi, che ogni mese dallo stipendio dei parlamentari viene accantonata una quota da destinare a questo fondo (784,14 euro alla Camera e circa 695 al Senato), ma è vero anche che le cifre che incasseranno alla fine i parlamentari cessati dal mandato sono esentasse. Migliaia di euro netti, arrivederci e grazie. Così, per esempio, se Fini potrà consolarsi con 250 mila euro su per giù, il democratico Franco Marini, ex presidente del Senato, 21 anni in Parlamento, potrà contare su una cifra che si aggira sui 174 mila euro. 141 mila spettano a Italo Bocchino, il colonnello di Fini che, come tutta Fli, resta fuori dalla Camera, dopo averla frequentata dal 1996. Più basse le buonuscite di altri futuristi, da meno tempo in Aula: circa 58 mila per Flavia Perina, deputata dal 2006, così come per l’avvocato Giulia Bongiorno; 41 mila euro o giù di lì per l’ex falco finiano Fabio Granata. 

Antonio Di Pietro, il leader di Italia dei valori, rimasto fuori, causa mancato quorum della lista «Rivoluzione civile», ha diritto alla liquidazione per due legislature, di cui una interrotta dopo due anni: circa 58 mila euro. All’incirca 100 mila euro è quello che invece spetta dopo 12 anni tra i banchi a Guido Crosetto, ex sottosegretario del Pdl, poi diventato fondatore, insieme con Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, della nuova formazione «Fratelli d’Italia». Stessa indennità di fine mandato per l’ex sottosegretario Giuseppe Cossiga. E anche per Maurizio Paniz se, in bilico in Veneto, alla fine non ritornerà alla Camera, dove è diventato un volto noto del Pdl quando ha arringato l’Aula sulla convinzione di Berlusconi che Ruby fosse la nipotina di Mubarak. Prima dei non eletti in Campania anche Anna Maria Carloni, la moglie di Bassolino: se non entrerà, incasserà un assegno di circa 58 mila euro. 

Anche chi ha rinunciato alla candidatura di sua volontà, ovviamente, ha diritto all’indennità. Circa 217 mila all’ex premier Massimo D’Alema, 26 anni nel Palazzo, sette legislature, così come per la collega Livia Turco. Per l’ex ministro Beppe Pisanu, che riscuote «solo» per gli ultimi 19 anni in Parlamento (ne aveva fatti altri venti prima, dal ’72 al ’92, poi un’interruzione), circa 157 mila euro. Sui 141 mila euro per Marcello Dell’Utri come per Claudio Scajola, entrambi con 17 anni di carriera parlamentare; 100 mila per l’ex candidato premier Francesco Rutelli e per l’ex segretario del Ppi Pierluigi Castagnetti. Walter Veltroni, invece, ha diritto unicamente all’indennità di questa ultima legislatura, un po’ più di 41 mila euro, perché una parte, per i suoi primi anni di attività parlamentare, l’ha avuta quando nel 2001 abbandonò lo scranno per fare il sindaco di Roma.

Una briciola nel mare magnum delle spese pubbliche. Ma non vedo perché evitare di conoscerla.